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17  febbraio 2005

tratto da Panorama

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Molecola per cellule stressate

È stata battezzata "salubrinale" la nuova molecola candidata a interrompere i processi che portano al suicidio delle cellule in presenza di fonti di stress nell'organismo. Attraverso una selezione di oltre 19 mila composti chimici che proteggono una particolare linea cellulare nel topo di laboratorio dal suicidio stress-indotto, ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston, guidati da Michael Boyce, hanno identificato una piccola molecola con proprietà molto promettenti.
La molecola salubrinale è capace di bloccare nei topi la morte cellulare determinata da una sostanza, la tunicamicina, che può portare alla errara conformazione di alcune proteine all'interno del reticolo endoplasmatico, componente delle membrane delle cellule. Questa situazione è tipica di malattie come il morbo di Alzheimer, il diabete o alcune infezioni virali, dove la presenza di tossine o altre sostanze nocive determina uno stress sulle cellule e attiva l'espressione di geni che ne "ordinano" il suicidio (apoptosi).
Per esempio, nel caso del morbo di Alzheimer, una serie di circostanze genetiche conducono alla formazione di aggregati di frammenti di proteine che sono tossici e conducono alla disfunzione dei neuroni vicini e successivamente alla loro morte. E, una volta che questo è avvenuto, non c'è finora modo di sostituirli.
Sebbene tutte queste forme di stress mettano in moto segnali che inducono l'autodistruzione, esistono meccanismi che, se attivati, impedirebbero il suicidio. Uno di questi processi è mediato da una proteina cosiddetta "eIF2alfa" che è spesso resa inattiva in seguito ad alcune reazioni chimiche interne all'organismo. Ebbene la molecola "salubrinale" è capace di bloccare queste reazioni e rendere attiva la proteina "eIF2alfa", salvando le cellule dal suicidio stress-indotto.
Boyce, nell'articolo pubblicato sulla rivista Science che riassume i risultati del suo studio, scrive: "Io e i miei colleghi siamo riusciti a mostrare che la disattivazione del "eIF2alfa" ha un ruolo fondamentale nel provocare il suicidio della cellula per stress. In più abbiamo identificato una molecola capace di legarsi a questa proteina e renderla attiva".
Un nuovo farmaco è dunque in arrivo? Boyce dice che "è possibile pensare a nuovi farmaci che puntino a disattivare i segnali che ordinano l'apoptosi, perché la conoscenza dei meccanismi di azione della molecola salubrinale può facilitare la scoperta di molecole con potenzialità simili". Che troverebbero applicazione terapeutica nelle malattie neurodegenerative, nei tumori e nelle infezioni virali.

Luca Sciortino


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