Molecola per
cellule stressate
È stata battezzata "salubrinale" la nuova
molecola candidata a interrompere i processi che portano al suicidio delle cellule in
presenza di fonti di stress nell'organismo. Attraverso una selezione di oltre 19 mila
composti chimici che proteggono una particolare linea cellulare nel topo di laboratorio
dal suicidio stress-indotto, ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston, guidati da
Michael Boyce, hanno identificato una piccola molecola con proprietà molto promettenti.
La molecola salubrinale è capace di bloccare nei topi la morte cellulare determinata da
una sostanza, la tunicamicina, che può portare alla errara conformazione di alcune
proteine all'interno del reticolo endoplasmatico, componente delle membrane delle cellule.
Questa situazione è tipica di malattie come il morbo di Alzheimer, il diabete o alcune
infezioni virali, dove la presenza di tossine o altre sostanze nocive determina uno stress
sulle cellule e attiva l'espressione di geni che ne "ordinano" il suicidio
(apoptosi).
Per esempio, nel caso del morbo di Alzheimer, una serie di circostanze genetiche conducono
alla formazione di aggregati di frammenti di proteine che sono tossici e conducono alla
disfunzione dei neuroni vicini e successivamente alla loro morte. E, una volta che questo
è avvenuto, non c'è finora modo di sostituirli.
Sebbene tutte queste forme di stress mettano in moto segnali che inducono
l'autodistruzione, esistono meccanismi che, se attivati, impedirebbero il suicidio. Uno di
questi processi è mediato da una proteina cosiddetta "eIF2alfa" che è spesso
resa inattiva in seguito ad alcune reazioni chimiche interne all'organismo. Ebbene la
molecola "salubrinale" è capace di bloccare queste reazioni e rendere attiva la
proteina "eIF2alfa", salvando le cellule dal suicidio stress-indotto.
Boyce, nell'articolo pubblicato sulla rivista Science che riassume i risultati del suo
studio, scrive: "Io e i miei colleghi siamo riusciti a mostrare che la disattivazione
del "eIF2alfa" ha un ruolo fondamentale nel provocare il suicidio della cellula
per stress. In più abbiamo identificato una molecola capace di legarsi a questa proteina
e renderla attiva".
Un nuovo farmaco è dunque in arrivo? Boyce dice che "è possibile pensare a nuovi
farmaci che puntino a disattivare i segnali che ordinano l'apoptosi, perché la conoscenza
dei meccanismi di azione della molecola salubrinale può facilitare la scoperta di
molecole con potenzialità simili". Che troverebbero applicazione terapeutica nelle
malattie neurodegenerative, nei tumori e nelle infezioni virali.
Luca Sciortino |