Iniezioni di
staminali adulte
«Così è stato riparato il cuore»
Dopo i primi insuccessi, soprattutto in centri
statunitensi, le cellule staminali adulte sembrano aver superato lesame come
ripara-cuore. In Germania, su infartuati gravi, hanno recuperato buona parte del tessuto
morto. In Italia, per esempio al «Monzino» di Milano, stessi risultati. Ma dagli Stati
Uniti giunge ora una consacrazione scientifica. Sono state usate quasi come farmaci in
persone dal cuore ormai del tutto insufficiente. Lesperimento, nel centro di
cardiologia delluniversità di Pittsburgh, su 30 pazienti incurabili se non con
trapianto di organo. In 15 di loro sono state «iniettate» direttamente nel muscolo
cardiaco staminali prelevate dal midollo osseo dei pazienti stessi, negli altri 15 è
stato invece iniettato un placebo (siero del loro sangue). I risultati hanno nettamente
promosso le staminali. E sono stati presentati al Meeting annuale della Society for
Thoracic Surgery dal coordinatore dellequipe di ricerca Amit Patel. «Tutti i
pazienti erano in gravi condizioni di insufficienza cardiaca intrattabile - ha spiegato -
e partivano da una "frazione di eiezione" (parametro di misura della capacità
del cuore di pompare sangue, ndr ) inferiore al 35%, laddove il valore minimo è del 55%.
Dopo le iniezioni di staminali i 15 pazienti trattati, seguiti per sei mesi, mostravano in
media una frazione di eiezione del 46%, un gran miglioramento non riscontrato invece in
nessuno dei 15 individui del gruppo a cui era stato iniettato il placebo».
Le staminali adulte presenti nel midollo osseo sono riserve naturali per riparare vasi
feriti e ricostituire le componenti del sangue, oltre a essere attive anche nel rigenerare
tessuto osseo e cartilagineo. Vanno coltivate in vitro per averne in quantità adeguate e
iniettate direttamente nel cuore danneggiato. In passato vi erano stati insuccessi
perché, non sapendo ancora come controllarle, avevano sviluppato nel cuore tessuto in
eccesso causa di aritmie maligne. Poi i primi successi in Europa.
Non è ancora chiaro, però, il meccanismo dazione di queste cellule. Ipotizza
Patel: «Potrebbero riparare esse stesse il muscolo, ricostruire una rete di vasi intorno
al cuore, stimolare con segnali chimici la migrazione di altre cellule riparatrici nella
zona danneggiata dalla lesione». Per ora è comunque importante aver dimostrato che
«rigenerano» veramente un cuore ormai gravemente irrecuperabile. Senza laiuto di
farmaci e senza rischio di rigetto così come dopo il trapianto di un organo intero.
Mario Pappagallo |