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3 giugno 2005

tratto da La Repubblica

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Fibrosi cistica, il futuro
Due studi sulle staminali accendono speranze

Le staminali sono cellule indifferenziate (quindi potenzialmente in grado di trasformarsi in una qualunque degli oltre 200 tipi presenti nel nostro organismo: muscolo, cuore, fegato) e con elevata capacità di replicazione. La difficoltà è nel "dirigere e istruire" questa trasformazione.
Diamo notizia di due lavori recenti. Con il primo studio un gruppo inglese (Great Ormond Street Hospital di Londra) dimostra che nell'uomo le cellule staminali possono localizzarsi nel polmone e qui trasformarsi in cellule dell'epitelio bronchiale e alveolare. Due adolescenti malati di fibrosi cistica, maschi (tutte le cellule contenenti il cromosoma sessuale Y) sono stati sottoposti a trapianto polmonare. In entrambi i casi le donatrici erano femmine. Le biopsie bronchiali post trapianto hanno evidenziato che la gran maggioranza delle cellule aveva il cromosoma XX, come nelle femmine, ma era presente anche una piccola quota di cellule con cromosoma Y (XY, come nei maschi). Da dove venivano? Da cellule staminali migrate da qualche parte dell'organismo dei ragazzi malati al polmone trapiantato. Lì le staminali si sono insediate , "evolute" in cellule dell'epitelio alveolare e bronchiale, si sono riprodotte. Possibili applicazioni: staminali di un soggetto sano che, in qualche modo stimolate a differenziarsi in cellule respiratorie, vanno a riparare i tessuti danneggiati di un polmone malato. C'è però il rischio rigetto se esiste incompatibilità con il donatore. Si potrebbero, in ipotesi, usare staminali del malato, trattate in vitro con terapia genica.
La realizzazione in laboratorio di questa seconda ipotesi è il risultato dell'altra ricerca (dagli Usa). Soggetti malati di fibrosi cistica sono stati sottoposti a biopsia del midollo osseo: sono state isolate un particolare tipo di cellule staminali (mesenchimali, MSC). Di queste cellule si sapeva che potessero differenziarsi in cellule dell'osso (osteoblasti e fibroblasti), non si sapeva invece che potessero differenziarsi in cellule dell'epitelio respiratorio. Si è dimostrato che in una cultura speciale alcune staminali: 1) assumono l'aspetto delle cellule dell'epitelio respiratorio 2) contengono il gene alterato responsabile della malattia (gene CFTR "mutato"). In più: è possibile inserire, per mezzo di un vettore virale, il gene CFTR normale nelle staminali mesenchimali prelevate dai malati; e ciò migliora il funzionamento del canale del cloro (il cui flusso alterato è alla base dei sintomi della malattia). Il malato potrebbe sfruttare le proprie staminali per curarsi. Sono le staminali autologhe, e senza arrivare alle embrionali, nuove prospettive vengono dalla clonazione terapeutica (vedi, su Science, il recente studio coreano).

 

Graziella Borgo
Pediatra e Genetista
Fondaz. Ric. Fibrosi Cistica, Verona



 

 


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