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25 giugno 2005

tratto da Il Messaggero

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Cellule staminali tra dubbi e speranze

Le ricerche sulle cellule staminali alimentano la speranza di rigenerare parti dell’organismo umano, curando malattie che finora hanno resistito ai farmaci. Ma se da un lato le notizie sulle proprietà quasi miracolose di queste cellule elettrizzano i malati, dall’altro, molti degli studi scientifici più pubblicizzati sono stati poi confutati, mentre nel corso del dibattito sull’opportunità di ricavare cellule staminali da embrioni altri dati sono stati usati in modo distorto. Prima che le cellule staminali possano mantenere le promesse vanno superati molti ostacoli e va trovata la risposta a numerose domande.
“Le cellule staminali, afferma il professor Fausto Grignani, - per anni responsabile di Medicina Interna dell’Università di Perugia, - sono cellule “totipotenti”, (cioè che possono diventare qualunque altra cellula dell’organismo), o almeno multipotenti (cioè che possono diventare solo alcune delle cellule mature di uno specifico tessuto), e per ottenere questo scopo, sono capaci di proliferare e di differenziarsi”.

Ma le cellule staminali si trovano solo nell’embrione o anche nei tessuti delle persone adulte?

“Si pensa oggi che ogni tessuto anche delle persone adulte, abbia un piccolo numero di cellule non ancora differenziate che formano una specie di riserva: quando le cellule mature, capaci di svolgere la funzione propria di quello specifico tessuto vengono distrutte per qualsiasi motivo, le cellule staminali di quel tessuto sono stimolate a moltiplicarsi e a maturare per sostituire le cellule andate perdute. Esistono tessuti nei quali queste cellule sono state individuate con precisione, altri nei quali si presume che le cellule staminali siano presenti, ma non sono state ancora individuate ed isolate. Questo dipende dal fatto che le cellule staminali dei tessuti adulti, di solito sono poche e mal identificabili”.
Le cellule dell’adulto quindi, sono ottime per riparare il tessuto cui sono preposte, ma è difficilissimo isolarle per poterle utilizzare. Spingere le cellule ematiche a orientarsi in modo diverso da quello fisiologico, sarà forse possibile in futuro, ma oggi è tutt’altro che facile.

Si è detto nella campagna dei recenti referendum, che le cellule staminali dell’adulto, hanno già ottenuto risultati positivi nella terapia di molte malattie, a differenza delle cellule embrionali, come stanno esattamente le cose?

“Alcune cellule staminali dell’adulto sono state usate nella cura di molti ammalati, ad esempio: le cellule staminali del midollo osseo, che rappresentano i precursori delle cellule del sangue, sono state usate da parecchio tempo per ricostituire il midollo osseo distrutto da chemioterapie. Negli ultimi tempi, si è aperta la possibilità di ricostituire le cellule degenerate di molti altri tessuti, quali: il miocardio, il tessuto nervoso, il tessuto pancreatico, ecc. Ma in questi casi è praticamente impossibile oggi, ottenere cellule staminali specifiche, proprio perché questi elementi sono pochi e non facilmente identificabili. Si è cercato allora di ricorrere alle cellule del sangue stesso cercando di spingere questi elementi a ritornare “embrionali”, ma per il momento c’è molta prudenza sulla possibilità di ottenere risultati significativi con queste manipolazioni”.

Quali speranze e quali consigli si possono dare ai malati?

“Siamo in un campo di rapido divenire, ma al momento attuale le cellule staminali concretamente utilizzate nella terapia medica sono quelle del sangue. Per le altre sono necessarie studi più approfonditi, ed è necessario trovare una soluzione ai problemi etico-filosofici. Ma, per quanto mi riguarda, vorrei raccomandare alla gente di avere più fiducia nella scienza: gli scienziati sono persone responsabili ed il loro scopo principale è quello di aumentare le nostre conoscenze per poterle applicare per la salute di tutti”.

 

M. Rita Chiacchiera


 


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