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27 giugno 2005

tratto da La Repubblica

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Quei farmaci biologici
che bloccano le citochine
Infiammazioni reumatiche: le tre opzioni possibili

 

Cosa deve poter offrire una terapia a un malato reumatico? Un rapido controllo del dolore e per malattie come l'artrite reumatoide un ritardo delle erosioni articolari, rispondono i 500 reumatologi europei coinvolti nell'indagine condotta dalla Harris Interactive per conto di Shering-Plough che ha finanziato il progetto.
E se il paziente non risponde al tradizionale metotrexate?
Allora si passa agli agenti biologici a disposizione. E se uno di loro non funziona bisogna provarne un altro. Tre le molecole disponibili per ora: infliximab e adalimumab, anticorpi monoclonali, ed etanercept, recettore solubile.
Molto costose, sono prescritte nei centri di reumatologia e i pazienti in terapia devono essere periodicamente controllati. Costruite con le tecniche dell'ingegneria genetica, agiscono placcando, anche se con diverse modalitą, le citochine, quei mediatori proteici che svolgono un ruolo chiave nel processo infiammatorio.
In particolare, gli attuali farmaci biologici sono forti inibitori del Tnf-alfa -o fattore di necrosi tessutale - una citochina specifica chiamata in causa nell'insorgenza di alcuni disordini immuno-mediati (IMID).
Il fattore di necrosi tessutale sintetizzato dalle cellule (globuli bianchi) del sistema immunitario in gran quantitą scatena l'infiammazione legandosi a recettori posti sulle cellule bersaglio e media la reazione infiammatoria cronica a carico delle articolazioni.
Infliximab, anticorpo monoclonale della Shering-Plough ha rivelato sia la capacitą di attaccare i processi infiammatori dell'artrite reumatoide nella fase pił aggressiva, sia di indurre il blocco dell'erosione ossea e periodi di remissione che perdurano parecchi mesi. Il farmaco somministrato per via endovenosa si utilizza anche per l'artrite psoriasica e il morbo di Crohn.
"In sperimentazione per l'artrite reumatoide, le spondiloartriti e l'artrite psoriasica, parecchie molecole che inibiscono altre citochine come l'interleuchina-1, l'interleuchina-2, l'interleuchina-6 e LFA1", spiega Giovanni Minisola, direttore dell'Unitą operativa complessa di reumatologia dell'ospedale San Camillo di Roma, "e molecole che agiscono sui cosiddetti anti CD20, fattori co-stimolatori interessati nel processo infiammatorio".
Per il Lupus invece si sperimenta un immunomodulatore, il micofenolato. Riguardo i biologici bisogna ulteriormente approfondire le modalitą d'uso, la sicurezza, i vantaggi e i rischi.

(mp. s.)

 


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