Alimenti sicuri, in
tavole delizie e paure
Dalla fiorentina ai pesticidi, dagli OGM al pesce
al mercurio,
cosa farà l'Efsa
Dalla bistecca fiorentina ai pesticidi, passando per il
pesce al mercurio e finendo con gli Ogm, una foltissima squadra di scienziati ed esperti
vigilerà sulla sicurezza dei piatti che arrivano sulle tavole dellEuropa.
Dopo due anni trascorsi ad affrontare e risolvere questioni organizzative la nuova
Autorità europea per la sicurezza alimentare ha aperto ufficialmente i battenti nella sua
sede definitiva di Parma.
E i consumatori del vecchio continente hanno unarma in più per far valere i loro
diritti.
Quello della sicurezza alimentare è senza dubbio uno dei temi più caldi che accende
lopinione pubblica europea.
Del resto, negli ultimi anni gli scandali e le frodi non sono mancate.
Solo per citare le più famose, le mozzarelle e il latte alla diossina, lepidemia di
mucca pazza, il pesce avvelenato dal mercurio, le continue contaminazioni da organismi
geneticamente modificati e non autorizzati nei cibi destinati allalimentazione
umana.
Temi complessi e articolati che a ripetute ondate hanno investito diversi aspetti
dellindustria agroalimentare europea.
Dalla produzione fino alla trasformazione e alla commercializzazione delle migliaia di
prodotti che poi ogni giorno finiscono sulle nostre tavole.
La nuova autorità che si è insediata a Parma, adesso dovrà vigilare su tutto questo.
Per farlo si è dotata di una struttura flessibile composta da oltre 500 ricercatori
esperti in diversi campi che saranno riuniti in otto diverse commissioni.
Almeno 65 di loro lavoreranno stabilmente a Parma, gli altri invece nei rispettivi paesi
di appartenenza e si occuperanno di temi specifici.
Molti i dossier che sono già sul tavolo degli esperti dellEfsa, lAuthority
europea in tema di alimentazione.
«Fino a oggi allEfsa - spiega Hermann Koeter, direttore scientifico - sono arrivate
in tutto circa 200 domande diverse. La maggior parte delle quali ha riguardato temi
relativi alla tossicità dei diversi alimenti».
Ma le domande che vengono sollevate sono le più diverse: la prossima settimana è atteso
il parere su una questione avviata dal consiglio europeo in merito agli eventuali rischi
per la salute umana del pesce di allevamento e sulla diffusione della Bse tra gli ovini.
È dei mesi scorsi invece la proposta avanzata dalla stessa Efsa di abbassare il limite di
età dei bovini esenti da test obbligatorio per la Bse da 30 a 21 mesi.
Una decisione che potrà spingere la Commissione europea a rivedere il divieto della
fiorentina sulle tavole italiane.
Unaltra questione su cui dovranno esprimersi gli esperti dellEfsa è quella
della valutazione della sicurezza dei pesci di allevamento rispetto a quelli catturati in
mare a aperto.
Un ruolo delicato, dunque, che attira anche delle critiche, soprattutto da parte delle
organizzazioni ambientaliste. Il caso è stato sollevato in occasione delle pubblicazione
da parte di un quotidiano britannico di uno studio riservato della Monsanto su un mais
geneticamente modificato, pericoloso per la salute.
Il mais era stato autorizzato proprio dallEfsa alla commercializzazione e giudicato
sicuro sulla base di un monitoraggio degli studi prodotti dalla stessa multinazionale. In
quelloccasione lautorità è stata giudicata incapace di approfondire con i
suoi propri ricercatori questioni tanto complesse e di fidarsi esclusivamente dei dati
forniti dalle aziende.
«I nostri ricercatori - dice Geoffrey Podger direttore esecutivo dellEfsa - sono
perfettamente in grado di valutare criticamente gli studi presentati dalle multinazionali.
Nel futuro poi contiamo anche di ottenere dati nostri sulle diverse questioni».
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