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28 giugno 2005

tratto da Green Planet

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Alimenti sicuri, in tavole delizie e paure
Dalla fiorentina ai pesticidi, dagli OGM al pesce al mercurio,
cosa farà l'Efsa

 

Dalla bistecca fiorentina ai pesticidi, passando per il pesce al mercurio e finendo con gli Ogm, una foltissima squadra di scienziati ed esperti vigilerà sulla sicurezza dei piatti che arrivano sulle tavole dell’Europa.
Dopo due anni trascorsi ad affrontare e risolvere questioni organizzative la nuova Autorità europea per la sicurezza alimentare ha aperto ufficialmente i battenti nella sua sede definitiva di Parma.
E i consumatori del vecchio continente hanno un’arma in più per far valere i loro diritti.
Quello della sicurezza alimentare è senza dubbio uno dei temi più caldi che accende l’opinione pubblica europea.
Del resto, negli ultimi anni gli scandali e le frodi non sono mancate.
Solo per citare le più famose, le mozzarelle e il latte alla diossina, l’epidemia di mucca pazza, il pesce avvelenato dal mercurio, le continue contaminazioni da organismi geneticamente modificati e non autorizzati nei cibi destinati all’alimentazione umana.
Temi complessi e articolati che a ripetute ondate hanno investito diversi aspetti dell’industria agroalimentare europea.
Dalla produzione fino alla trasformazione e alla commercializzazione delle migliaia di prodotti che poi ogni giorno finiscono sulle nostre tavole.
La nuova autorità che si è insediata a Parma, adesso dovrà vigilare su tutto questo.
Per farlo si è dotata di una struttura flessibile composta da oltre 500 ricercatori esperti in diversi campi che saranno riuniti in otto diverse commissioni.
Almeno 65 di loro lavoreranno stabilmente a Parma, gli altri invece nei rispettivi paesi di appartenenza e si occuperanno di temi specifici.
Molti i dossier che sono già sul tavolo degli esperti dell’Efsa, l’Authority europea in tema di alimentazione.
«Fino a oggi all’Efsa - spiega Hermann Koeter, direttore scientifico - sono arrivate in tutto circa 200 domande diverse. La maggior parte delle quali ha riguardato temi relativi alla tossicità dei diversi alimenti».
Ma le domande che vengono sollevate sono le più diverse: la prossima settimana è atteso il parere su una questione avviata dal consiglio europeo in merito agli eventuali rischi per la salute umana del pesce di allevamento e sulla diffusione della Bse tra gli ovini.
È dei mesi scorsi invece la proposta avanzata dalla stessa Efsa di abbassare il limite di età dei bovini esenti da test obbligatorio per la Bse da 30 a 21 mesi.
Una decisione che potrà spingere la Commissione europea a rivedere il divieto della fiorentina sulle tavole italiane.
Un’altra questione su cui dovranno esprimersi gli esperti dell’Efsa è quella della valutazione della sicurezza dei pesci di allevamento rispetto a quelli catturati in mare a aperto.
Un ruolo delicato, dunque, che attira anche delle critiche, soprattutto da parte delle organizzazioni ambientaliste. Il caso è stato sollevato in occasione delle pubblicazione da parte di un quotidiano britannico di uno studio riservato della Monsanto su un mais geneticamente modificato, pericoloso per la salute.
Il mais era stato autorizzato proprio dall’Efsa alla commercializzazione e giudicato sicuro sulla base di un monitoraggio degli studi prodotti dalla stessa multinazionale. In quell’occasione l’autorità è stata giudicata incapace di approfondire con i suoi propri ricercatori questioni tanto complesse e di fidarsi esclusivamente dei dati forniti dalle aziende.
«I nostri ricercatori - dice Geoffrey Podger direttore esecutivo dell’Efsa - sono perfettamente in grado di valutare criticamente gli studi presentati dalle multinazionali. Nel futuro poi contiamo anche di ottenere dati nostri sulle diverse questioni».

 

 


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