"Nature" pubblica le ricerche di un'équipe di
Vienna
la nuova terapia sperimentata sui topi
"Così la Sars attacca i polmoni"
Ora è più vicina la cura definitiva
Svelati i misteri del virus che ha fatto tremare il mondo
Che il "coronavirus" fosse responsabile
dell'insorgere della Sars si sapeva già. Ma ancora misterioso era il meccanismo con il
quale il virus danneggia in maniera così disastrosa l'apparato respiratorio dell'uomo.
Adesso però un'équipe di ricercatori dell'Accademia delle scienze di Vienna, guidati da
Joseph Penninger, ha scoperto il percorso del virus e ha trovato una potenziale soluzione
terapeutica, sperimentandola sui topi. Le due ricerche sono state pubblicate di recente
sulla rivista scientifica "Nature".
Gli esperti hanno scoperto che il "coronavirus" agisce sull'enzima 2,
convertitore dell'angiotensina, definita Ace2, un regolatore fondamentale della pressione
arteriosa. Nella nuova ricerca gli scienziati hanno dimostrato che la molecola virale che
attacca Ace2 è la proteina di superficie del coronavirus "Spike", una sorta di
porcospino che fuoriesce dalla cellula e grazie ad i suoi aculei si aggancia a quelle
umane, provocando l'infezione.
Nella prima fase della ricerca l'équipe ha verificato che, sugli animali, l'infezione
della Sars e l'iniezione della proteina virale "Spike" alterano l'attività del
gene Ace2, provocando gravi danni alla circolazione sanguigna polmonare e quindi seri
problemi al tessuto respiratorio. Iniettando la proteina "Spike" nei topi,
precisano gli esperti, si peggiora immediatamente il quadro dei sintomi respiratori. Nella
fase successiva è stato provato il coinvolgimento della proteina umana Ace2 nella
progressione della Sars: il fatto che l'effetto dell'infezione può essere attenuato
bloccando il "sistema renina-angiotensina", attraverso il quale Ace2 lavora per
controllare la pressione sanguigna, ha confermato la tesi dei ricercatori.
Ma il lavoro del professor Penninger non si limita alla dimostrazione molecolare di come
la Sars causa il collasso del sistema respiratorio. Nella seconda ricerca, apparsa sulla
rivista "Nature" lo scorso 7 luglio, gli esperti hanno anche dimostrato che una
terapia anti-Sars, e anche contro altre patologie respiratorie virali, potrebbe essere
rappresentata proprio dalla proteina umana Ace2.
Infatti, i ricercatori hanno verificato che l'enzima protegge i topi da sindromi
respiratorie acute che non derivano da un'infezione. Il percorso molecolare che consente
al virus della Sars di essere così nocivo, concludono gli scienziati, potrebbe essere
condiviso anche da infezioni respiratorie di altra origine virale, offrendo nuovi
orizzonti alla sperimentazione scientifica e nuove possibilità terapeutiche. Il 5 luglio
del 2003 l'Organizzazione mondiale della Sanità diffuse un comunicato nel quale
annunciava che l'epidemia della Sindrome respiratoria acuta grave era stata contenuta in
tutto il mondo. "In questo momento - affermò il direttore generale dell'Oms Gro
Harlem Bruntland - dovremo fermarci per ringraziare gli scienziati, gli operatori sanitari
e ospedalieri che hanno corso molti rischi di fronte ad una malattia nuova e sconosciuta.
Ma attenzione non dobbiamo abbassare la guardia. Ora è il momento di concentrare i nostri
sforzi sulla ricerca scientifica". E gli scienziati hanno raccolto l'appello. Il
vaccino umano non è ancora pronto, ma è stato sperimentato con successo un prodotto
"intranasale" sugli scimpanzé. E la ricerca continua.
Mario Reggio
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