A
ciascuno il suo cervello
E' tutto merito dei geni grillo
UNA DANZA NEL DNA DEI NEURONI: ECCO PERCHE I GEMELLI PENSANO IN MODI DIVERSI
Che grilli abbiamo per la testa? Viene da chiederselo ora
che gli scienziati del «Salk Institute for Biological Studies» di La Jolla, in
California, hanno visto geni umani saltare qua e là nel Dna di neuroni di topo. Alla luce
di questa scoperta gli esperti, coordinati da Fred Gage, pensano che lo stesso fenomeno
avvenga anche nell'uomo, contribuendo a plasmarne il cervello in modo unico e rendendo
ogni individuo assolutamente unico. La scoperta, resa nota sulla rivista «Nature»,
potrebbe avere anche importanti implicazioni mediche, se si scoprisse che, tra un salto e
l'altro, i «geni grillo» combinano qualche pasticcio, rovinando il Dna dei neuroni. I
geni grillo sono i trasposoni, pezzi di Dna che per natura saltano da una parte all'altra
dei cromosomi. La loro origine è ammantata di mistero: pensati come relitti evolutivi, o
«parassiti» genetici, su di loro pesa il disdicevole appellativo di «Dna egoista». E
se, invece, non meritassero un tale discredito?
Il dubbio è legittimo, perché, saltando, i trasposoni possono incidere sull'attività
dei geni, possono accenderli, spegnerli e modularli a piacimento.
Tuttavia i balzi degli elementi trasponibili, provati finora soltanto nelle cellule di
testicoli e ovaie, non sembrano avvenire in tutti gli organi.
Ed è forse il caso di aggiungere «per fortuna», ha chiosato Gage: troppa libertà dei
trasposoni, infatti, potrebbe compromettere la nostra salute.
Viceversa - hanno suggerito gli scienziati, dopo aver osservato «in diretta» nel
cervello dei topolini la «danza» dei grilli - la loro coreografia potrebbe avere effetti
positivi sul nostro cervello, modellandolo in modo unico e irripetibile.
Il cervello è senza dubbio l'organo più misterioso e originale del corpo: nel corso del
suo sviluppo i neuroni, attraverso una serie di contatti reciproci, creano un'architettura
sempre più complessa e ramificata.
La forma finale fa la differenza, perché la disposizione dei neuroni nello spazio decide
il loro funzionamento. Questa infinita varietà non ha eccezioni: anche gemelli identici,
ovvero con un identico assetto genetico, hanno cervelli diversi a seconda della posizione
presa dai neuroni durante lo sviluppo.
Perché due persone con identico Dna sviluppano cervelli diversi?
Di certo l'ambiente ha un'influenza profonda, ma molti altri fattori possono incidere e
gli scienziati di fatto ancora brancolano nel buio. Una risposta sia pur parziale - ha
detto Gage - può nascondersi proprio nei repentini salti dei trasposoni. La sua équipe
ha osservato, in particolare, un trasposone comune nel Dna umano, il «Line 1» (L1),
presente in più copie nei nostri cromosomi.
Gli esperti hanno visto L1 muoversi nei precursori dei neuroni e hanno notato che questo
influenza l'attività dei geni di queste cellule in vitro.
Lungi dall'essere un artefatto del tessuto coltivato, gli scienziati hanno anche assistito
alla stessa scena in vivo, inserendo L1 direttamente nel cervello di topolini. Una
«spia» di luce verde, che indica la nuova posizione occupata da L1 nel Dna ad ogni
salto, è stata usata dagli scienziati, che non hanno potuto nascondere la loro emozione
nel vedere la luce diffondersi gradualmente nel cervello dei topi. Comunque, L1 si è
mosso solo nel Dna dei neuroni e non in altre cellule nervose, come gli astrociti o gli
oligodendrociti.
È tuttavia prematuro lanciarsi in conclusioni definitive sulla frequenza dei salti dei
trasposoni nei neuroni umani. E nemmeno si può dire se gli spostamenti siano casuali o
regolati e che cosa succeda se il trasposone si inserisce nel punto sbagliato. Ma questo -
ha concluso Gage - è il primo lavoro che ha evidenziato l'influenza di un singolo salto
sull'attività dei geni dei neuroni e, quindi, sulla loro funzionalità.
Paola Mariano |