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20 luglio 2005

tratto da La Stampa

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   A ciascuno il suo cervello
E' tutto merito dei geni grillo

UNA DANZA NEL DNA DEI NEURONI: ECCO PERCHE’ I GEMELLI PENSANO IN MODI DIVERSI 

 

Che grilli abbiamo per la testa? Viene da chiederselo ora che gli scienziati del «Salk Institute for Biological Studies» di La Jolla, in California, hanno visto geni umani saltare qua e là nel Dna di neuroni di topo. Alla luce di questa scoperta gli esperti, coordinati da Fred Gage, pensano che lo stesso fenomeno avvenga anche nell'uomo, contribuendo a plasmarne il cervello in modo unico e rendendo ogni individuo assolutamente unico. La scoperta, resa nota sulla rivista «Nature», potrebbe avere anche importanti implicazioni mediche, se si scoprisse che, tra un salto e l'altro, i «geni grillo» combinano qualche pasticcio, rovinando il Dna dei neuroni. I geni grillo sono i trasposoni, pezzi di Dna che per natura saltano da una parte all'altra dei cromosomi. La loro origine è ammantata di mistero: pensati come relitti evolutivi, o «parassiti» genetici, su di loro pesa il disdicevole appellativo di «Dna egoista». E se, invece, non meritassero un tale discredito?
Il dubbio è legittimo, perché, saltando, i trasposoni possono incidere sull'attività dei geni, possono accenderli, spegnerli e modularli a piacimento.
Tuttavia i balzi degli elementi trasponibili, provati finora soltanto nelle cellule di testicoli e ovaie, non sembrano avvenire in tutti gli organi.
Ed è forse il caso di aggiungere «per fortuna», ha chiosato Gage: troppa libertà dei trasposoni, infatti, potrebbe compromettere la nostra salute.
Viceversa - hanno suggerito gli scienziati, dopo aver osservato «in diretta» nel cervello dei topolini la «danza» dei grilli - la loro coreografia potrebbe avere effetti positivi sul nostro cervello, modellandolo in modo unico e irripetibile.
Il cervello è senza dubbio l'organo più misterioso e originale del corpo: nel corso del suo sviluppo i neuroni, attraverso una serie di contatti reciproci, creano un'architettura sempre più complessa e ramificata.
La forma finale fa la differenza, perché la disposizione dei neuroni nello spazio decide il loro funzionamento. Questa infinita varietà non ha eccezioni: anche gemelli identici, ovvero con un identico assetto genetico, hanno cervelli diversi a seconda della posizione presa dai neuroni durante lo sviluppo.
Perché due persone con identico Dna sviluppano cervelli diversi?
Di certo l'ambiente ha un'influenza profonda, ma molti altri fattori possono incidere e gli scienziati di fatto ancora brancolano nel buio. Una risposta sia pur parziale - ha detto Gage - può nascondersi proprio nei repentini salti dei trasposoni. La sua équipe ha osservato, in particolare, un trasposone comune nel Dna umano, il «Line 1» (L1), presente in più copie nei nostri cromosomi.
Gli esperti hanno visto L1 muoversi nei precursori dei neuroni e hanno notato che questo influenza l'attività dei geni di queste cellule in vitro.
Lungi dall'essere un artefatto del tessuto coltivato, gli scienziati hanno anche assistito alla stessa scena in vivo, inserendo L1 direttamente nel cervello di topolini. Una «spia» di luce verde, che indica la nuova posizione occupata da L1 nel Dna ad ogni salto, è stata usata dagli scienziati, che non hanno potuto nascondere la loro emozione nel vedere la luce diffondersi gradualmente nel cervello dei topi. Comunque, L1 si è mosso solo nel Dna dei neuroni e non in altre cellule nervose, come gli astrociti o gli oligodendrociti.
È tuttavia prematuro lanciarsi in conclusioni definitive sulla frequenza dei salti dei trasposoni nei neuroni umani. E nemmeno si può dire se gli spostamenti siano casuali o regolati e che cosa succeda se il trasposone si inserisce nel punto sbagliato. Ma questo - ha concluso Gage - è il primo lavoro che ha evidenziato l'influenza di un singolo salto sull'attività dei geni dei neuroni e, quindi, sulla loro funzionalità.

 

Paola Mariano


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