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25 luglio 2005

tratto da Molecularlab

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Italia ed Austria alleate contro OGM

 

Un patto transfrontaliero per la difesa dell'ambiente dai rischi di inquinamento degli ogm e lo sviluppo di energie pulite, ma anche la trasparenza delle informazione in etichetta sull'origine degli alimenti e il sostegno ad una politica agricola europea che valorizzi il ruolo delle imprese agricole per la salvaguardia del territorio dal degrado, dall'abbandono e dagli incendi.
Sono questi i punti di accordo tra Italia e Austria scaturiti dall'incontro a Roma tra il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni e il presidente della Landwirtschaftskammer Osterreich (l'unica organizzazione di rappresentanza agricola dell'Austria) Rudolf Schwarzböck (che e' anche presidente del Copa, l'Organizzazione degli imprenditori agricoli europei).
Si tratta della prima dichiarazione bilaterale, dopo la decisione del Consiglio dei Ministri dell'Ambiente del 6 aprile scorso a favore delle misure di salvaguardia sulla diffusione degli Ogm assunte da sette Paesi dell'Unione Europea.
Una decisione che di fatto ha sancito la possibilita' per i singoli stati membri di scegliere di non coltivare Ogm. L'accordo di oggi interessa due Paesi confinanti che hanno in comune un grande patrimonio ambientale e paesaggistico da difendere, ma anche un tessuto di imprese particolarmente vulnerabile al rischio di contaminazioni perché si basa su estensioni ridotte.
''Per l'Italia - spiega il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni - ha un valore particolare perche' in prospettiva favorisce la creazione di una protezione e cioe' di una zona cuscinetto alle frontiere nei confronti delle contaminazioni da ogm.
In Austria, l'attivita' agricola e forestale e' una componente fondamentale dell'economia e si sviluppa su un territorio di 83.858 km quadrati per buona parte coperto da foreste. Oltre 180.000 gli occupati in agricoltura, con il 23% delle imprese sotto i 5 ettari di dimensione. In particolare, le due organizzazioni hanno convenuto che le grandi risorse territoriali di cui dispongono Italia e Austria e la riconosciuta qualita' delle produzioni agricole e alimentari non hanno bisogno degli organismi geneticamente modificati verso i quali esiste peraltro una evidente diffidenza dei consumatori europei. ''La scelta di non coltivare ogm - sottolinea Bedoni - e' soprattutto una scelta economica e non ideologica per rispondere alle domande dei consumatori. In Italia i comuni dichiarati 'ogm free' sono passati dai 1.856 di meta' dicembre a 2.175 attuali, con un aumento del 15% nell'arco di sei mesi.
L'obiettivo per il 2005, con la campagna 'Liberi da Ogm, ''e' - aggiunge il presidente della Coldiretti - di un Comune su due con il proprio territorio protetto dai rischi della contaminazione da organismi geneticamente modificati e con oltre 4.000 amministrazioni locali che avranno adottato apposite delibere per impedire la diffusione del biotech nei campi''.
 

 


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