Italia ed Austria alleate contro OGM
Un patto transfrontaliero per la difesa
dell'ambiente dai rischi di inquinamento degli ogm e lo sviluppo di energie pulite, ma
anche la trasparenza delle informazione in etichetta sull'origine degli alimenti e il
sostegno ad una politica agricola europea che valorizzi il ruolo delle imprese agricole
per la salvaguardia del territorio dal degrado, dall'abbandono e dagli incendi.
Sono questi i punti di accordo tra Italia e Austria scaturiti dall'incontro a Roma tra il
presidente della Coldiretti Paolo Bedoni e il presidente della Landwirtschaftskammer
Osterreich (l'unica organizzazione di rappresentanza agricola dell'Austria) Rudolf
Schwarzböck (che e' anche presidente del Copa, l'Organizzazione degli imprenditori
agricoli europei).
Si tratta della prima dichiarazione bilaterale, dopo la decisione del Consiglio dei
Ministri dell'Ambiente del 6 aprile scorso a favore delle misure di salvaguardia sulla
diffusione degli Ogm assunte da sette Paesi dell'Unione Europea.
Una decisione che di fatto ha sancito la possibilita' per i singoli stati membri di
scegliere di non coltivare Ogm. L'accordo di oggi interessa due Paesi confinanti che hanno
in comune un grande patrimonio ambientale e paesaggistico da difendere, ma anche un
tessuto di imprese particolarmente vulnerabile al rischio di contaminazioni perché si
basa su estensioni ridotte.
''Per l'Italia - spiega il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni - ha un valore
particolare perche' in prospettiva favorisce la creazione di una protezione e cioe' di una
zona cuscinetto alle frontiere nei confronti delle contaminazioni da ogm.
In Austria, l'attivita' agricola e forestale e' una componente fondamentale dell'economia
e si sviluppa su un territorio di 83.858 km quadrati per buona parte coperto da foreste.
Oltre 180.000 gli occupati in agricoltura, con il 23% delle imprese sotto i 5 ettari di
dimensione. In particolare, le due organizzazioni hanno convenuto che le grandi risorse
territoriali di cui dispongono Italia e Austria e la riconosciuta qualita' delle
produzioni agricole e alimentari non hanno bisogno degli organismi geneticamente
modificati verso i quali esiste peraltro una evidente diffidenza dei consumatori europei.
''La scelta di non coltivare ogm - sottolinea Bedoni - e' soprattutto una scelta economica
e non ideologica per rispondere alle domande dei consumatori. In Italia i comuni
dichiarati 'ogm free' sono passati dai 1.856 di meta' dicembre a 2.175 attuali, con un
aumento del 15% nell'arco di sei mesi.
L'obiettivo per il 2005, con la campagna 'Liberi da Ogm, ''e' - aggiunge il presidente
della Coldiretti - di un Comune su due con il proprio territorio protetto dai rischi della
contaminazione da organismi geneticamente modificati e con oltre 4.000 amministrazioni
locali che avranno adottato apposite delibere per impedire la diffusione del biotech nei
campi''.
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