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29 luglio 2005

tratto da La Gazzetta del Sud

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Nel midollo osseo e nel sangue di topo l'antidoto contro l'infertilità della donna

Una riserva inesauribile di precursori delle cellule riproduttive femminili, che potrebbe abbattere il «dogma» della menopausa e curare l'infertilità femminile, è stata scoperta nel midollo osseo e nel sangue di topo e forse è presente anche nell'uomo. Sono cellule staminali riconosciute per la prima volta dall'équipe di Jonathan Tilly del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School e dotate di marcatori genetici di cellule della linea germinale (quelle da cui si formano ovociti e spermatozoi). Secondo quanto riferito sulla rivista «Cell» trapiantandole nelle ovaie di topoline sterilizzate, queste staminali ripristinano un ovaio del tutto simile a quello di topoline sane. Poiché gli stessi marcatori sono stati trovati anche nel midollo osseo umano, pure le donne potrebbero avere una riserva inesauribile di cellule progenitrici della linea germinale, quindi, la funzione riproduttiva della donna, potrebbe essere del tutto diversa da come è pensata oggi. Questa ricerca è un avanzamento di un precedente lavoro dello stesso gruppo Usa, pubblicato nel 2004 sulla rivista «Nature» e annunciato come «fautore» del crollo di una delle basi della biologia riproduttiva femminile quella per cui le donne, e i mammiferi in genere, nascono con un numero prefissato di ovuli per la fecondazione, che, dalla pubertà alla menopausa, si consumano ad ogni ciclo mestruale. Contrariamente a questo dogma consolidato della riproduzione, quell'indagine aveva dimostrato che topoline continuano a produrre nuovi ovuli per tutta la vita adulta attingendo a una inesauribile fonte di cellule germinali dalle origini «misteriose». Nel nuovo lavoro è svelato il mistero: queste cellule germinali derivano da staminali custodite nel midollo osseo e nel sangue. Gli esperti della Harvard hanno dato evidenza dell'esistenza nel midollo e nel sangue di cellule progenitrici della linea germinale studiando topoline adulte. Gli scienziati le hanno intercettate usando marcatori genetici tipici delle cellule germinali. Anche se gli scienziati non hanno ancora indagato sull'esistenza di cellule analoghe nella donna, risultati preliminari indicano che i medesimi marcatori genetici sono presenti anche in midollo e sangue umano. Una scoperta che potrebbe mettere in crisi la biologia riproduttiva femminile e indica la prospettiva di curare alcune forme di sterilità con un trapianto di midollo; ma sono molti i controlli da fare prima di confermare i risultati dei ricercatori della Harvard. È il cauto commento alla notizia delle nuove staminali di midollo e sangue progenitrici degli ovociti, espresso da Massimo De Felici, ordinario di Istologia all'Università Tor Vergata di Roma, che studia da vent'anni le cellule germinali primordiali dell'embrione. Ma la scoperta, se confermata, è comunque le per una molteplicità di motivi, precisa De Felici.

 

Loredana Genovese


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