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21  marzo 2005

tratto da Tempo Medico

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La ricerca sfida la TBC

Un nuovo metodo per lo sviluppo di antibiotici, un nuovo farmaco e una nuova opportunità di cura per la tubercolosi: tre novità concentrate in un unico lavoro, condotto dai ricercatori della Johnson & Johnson Pharmaceutical Research e pubblicato su Science.
L'antibiotico per ora è identificato solo da un'anonima sigla, R207910; negli studi preclinici è stato ben tollerato e ha mostrato un'attività battericida potente e specifica contro numerosi ceppi di Mycobacterium tuberculosis. Gli studi clinici sono ancora preliminari, ma per ora non hanno evidenziato effetti collaterali rilevanti almeno nel breve periodo.
L'identificazione di un nuovo farmaco per la tubercolosi è già di per sé un fatto eccezionale: negli ultimi 40 anni non sono stati scoperti composti specifici e i trattamenti disponibili sono costituiti da cocktail di antibiotici da assumere per lunghi periodi e verso i quali molti ceppi hanno sviluppato un'efficace resistenza.
Ad accrescere l'interesse vi è poi l'approccio innovativo utilizzato per lo sviluppo del nuovo antibiotico, che ha portato a identificarne un meccanismo d'azione del tutto singolare. I ricercatori sono partiti da un numero elevato di composti e hanno selezionato quelli che inibivano in vitro la crescita di due specie di batteri, il Mycobacterium smegmatis e tubercolosis; tra tutti, R207910 si è distinto per l'azione potente e specifica.
A questo punto hanno selezionato i batteri mutanti resistenti al farmaco e ne hanno sequenziato il genoma; in tutti sono state identificate due mutazioni sul gene codificante per l'enzima ATP sintetasi, un complesso di proteine coinvolte nella sintesi dell'ATP. Sfruttando le tecniche di ingegneria genetica hanno inserito il tratto di DNA alterato in un ceppo non mutante, innescando così la resistenza al farmaco. Con questo stratagemma hanno provato che l'attività antibiotica di R207910 è il risultato del blocco della sintesi dell'ATP: un meccanismo mai identificato prima d'ora e che renderebbe l'attività antimicrobica del composto unica nel suo genere.

Silvia Fabiole Nicoletto


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