Vecchiaia
Quando osserviamo una fotografia che ci ritrae da giovani, l'emozione del
ricordo si mescola di solito al disappunto per il "come eravamo". Il nostro
viso, pur conservando quei caratteri generali che permettono di riconoscerlo, va incontro
a consistenti cambiamenti. Di fatto, tutto il nostro organismo muta e si trasforma. Che
cosè linvecchiamento? La risposta riflette un insieme di cause che Amleto,
nel suo famoso monologo definiva "ingiurie del tempo". E noto il continuo
bombardamento di stimoli nocivi al quale siamo sottoposti (ambiente inquinato,
alimentazione impropria, raggi solari, stress, fumo, alcol). Ma questo genere di
spiegazioni è troppo vago.
Il nostro organismo è composto da miliardi di cellule organizzate a formare organi e
tessuti con funzioni profondamente differenti. Quando uno spermatozoo e un ovulo si
uniscono, portano tutti i geni depositari delle informazioni per la costruzione di un
intero organismo. Le cellule che da queste due "fondatrici" si formano danno
origine a cellule-figlie sempre più specializzate a compiere le funzioni dell'organo che
stanno costruendo. Questa specializzazione implica che la maggior parte dei geni contenuti
nei nuclei originari di ovulo e spermatozoo vengano "repressi"; tranne quelli
che sono preposti a svolgere le funzioni proprie dell'organo che stanno edificando.
Questa progressiva repressione genica, che serve per la costruzione di organi e tessuti e
che potremmo definire come "memoria operativa", dovrebbe mantenersi per un tempo
praticamente indefinito, tramandandosi da cellula madre a cellula figlia. Come avveniva
per le arti e i mestieri in tempi ormai remoti. Si è ipotizzato che questa memoria, con
il trascorrere degli anni e delle generazioni cellulari che si susseguono nel corpo per
sostituire gli elementi ormai malfunzionanti, venga a perdere quel carattere di estrema
precisione che caratterizzava le generazioni cellulari giovanili. Esistono, naturalmente,
meccanismi situati entro ciascuna cellula che sono preposti a correggere gli errori, ma
anchessi subiscono lusura. Pensate a un testo elaborato al computer e copiato
migliaia di volte da un disco a un altro: gli eventuali trascurabili errori di copiatura
vengono trasmessi sommandosi a quelli già esistenti in un processo a cascata che accumula
«refusi». Le cause sono sicuramente molteplici e, fra queste, quelle sopra accennate
svolgono un ruolo essenziale. Di recente, la ricerca ha compiuto un passo in avanti
identificando nei radicali liberi - ormai noti anche allindustria cosmetica - una
causa chimica più specifica di quanto non siano termini vaghi come alimentazione,
inquinamento o stress. Sta alla futura ricerca identificare i meccanismi molecolari
precisi che sono alla base della progressiva perdita di memoria cellulare operativa.
Non è azzardato ipotizzare che allorigine di vari tipi di tumori vi sia la perdita
di questo particolare tipo di memoria. La cellula neoplastica, infatti, è una cellula che
sfugge alle proprie mansioni normali, specializzate, ed acquista, o riacquista, proprietà
che le erano proprie quando i suoi antenati cellulari avevano l'imperativo categorico di
replicarsi a tutta velocità. Conoscendo meglio i meccanismi che danneggiano la memoria
operativa potremmo prendere i due famosi piccioni con una fava: prevenire o rallentare
l'invecchiamento e l'insorgere di un tumore.
[TSCOPY](*)Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare, CNR, Roma
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