Analisi genetica
per capire l'aggressività del male
"Un'analisi genetica per predire la progressione del tumore
vescicale". È questo l'obiettivo di uno studio finanziato dal ministero della Salute
e dalla Fondazione Urovita, presentato al congresso degli urologi italiani (AURO) a
Genova. L'obiettivo è sicuramente ambizioso in quanto dovrebbe consentire l'acquisizione
di nuovi elementi in grado di stabilire quale tipo di tumore evolverà verso
l'aggressività e quale invece potrà arrestersi ad una forma superciale. E i benifici non
sarebbero irrilevanti: l'asportazione della vescica per tumore, sia nell'uomo che nella
donna, sono altamente invalidanti e, nella maggior parte dei casi, costringono ad una
derivazione urinaria esterna e quindi al saccheto. "A questo punto", sostiene
Paolo Puppo, direttore dell' Unità Operativa di Urologia dell'IST di Genova, dove lo
studio è in pieno svolgimento, "è evidente che, da parte nostra, è indispensabile
comprendere le basi biologiche dei tumori che recidivano ma soprattutto capire il
significato prognostico nell'ambito delle neoplasie superficiali ad alto rischio di
progressione. Il vantaggio", conclude Puppo, "è quello di risparmiare un
trattamento radicale a chi in realtà non ne ha necessità e riuscire a studiare strategie
terapeutiche atte a prevenire la progressione da stadi superficiali a forme
infiltranti". I ricercatori hanno calcolato che il conseguimento di tali obiettivi
avrebbe una ricaduta in termini di riduzione di mortalità per cancro della vescica di
circa il 25%, oltre a garantire una migliore qualità di vita.
Ma per raggiungere questi obiettivi gli urologi si sono avvalsi della collaborazione
dell'Oncologia Molecolare sempre dell'IST, diretta dalla professoressa Adriana Albini.
Oggi è infatti possibile effettuare una analisi dell'intero genoma umano, ottenendo una
sorta di "istantanea" della modulazione genica globale. "Da questo tipo di
approccio", precisa Adriana Albini, "ci si aspettano grosse implicazioni in
campo diagnostico e terapeutico per la possibilità di ottenere dei ritratti molecolari
del tumore capaci di identificarne la tipologia e suggerire nuovi bersagli
farmacologici".
Nell'uomo il tumore della vescica costituisce il 10% di tutti i casi di cancro,
piazzandosi al 4 posto dopo quello della prostata, del polmone e del colon-retto. Nella
donna è l'ottava causa di neoplasia, costituendo il 4% di tutti i tumori.
Aldo Franco De Rose
Specialista Urologo Andrologo, Genova |