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18  novembre 2005

tratto da la Repubblica

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Analisi genetica per capire l'aggressività del male

"Un'analisi genetica per predire la progressione del tumore vescicale". È questo l'obiettivo di uno studio finanziato dal ministero della Salute e dalla Fondazione Urovita, presentato al congresso degli urologi italiani (AURO) a Genova. L'obiettivo è sicuramente ambizioso in quanto dovrebbe consentire l'acquisizione di nuovi elementi in grado di stabilire quale tipo di tumore evolverà verso l'aggressività e quale invece potrà arrestersi ad una forma superciale. E i benifici non sarebbero irrilevanti: l'asportazione della vescica per tumore, sia nell'uomo che nella donna, sono altamente invalidanti e, nella maggior parte dei casi, costringono ad una derivazione urinaria esterna e quindi al saccheto. "A questo punto", sostiene Paolo Puppo, direttore dell' Unità Operativa di Urologia dell'IST di Genova, dove lo studio è in pieno svolgimento, "è evidente che, da parte nostra, è indispensabile comprendere le basi biologiche dei tumori che recidivano ma soprattutto capire il significato prognostico nell'ambito delle neoplasie superficiali ad alto rischio di progressione. Il vantaggio", conclude Puppo, "è quello di risparmiare un trattamento radicale a chi in realtà non ne ha necessità e riuscire a studiare strategie terapeutiche atte a prevenire la progressione da stadi superficiali a forme infiltranti". I ricercatori hanno calcolato che il conseguimento di tali obiettivi avrebbe una ricaduta in termini di riduzione di mortalità per cancro della vescica di circa il 25%, oltre a garantire una migliore qualità di vita.
Ma per raggiungere questi obiettivi gli urologi si sono avvalsi della collaborazione dell'Oncologia Molecolare sempre dell'IST, diretta dalla professoressa Adriana Albini. Oggi è infatti possibile effettuare una analisi dell'intero genoma umano, ottenendo una sorta di "istantanea" della modulazione genica globale. "Da questo tipo di approccio", precisa Adriana Albini, "ci si aspettano grosse implicazioni in campo diagnostico e terapeutico per la possibilità di ottenere dei ritratti molecolari del tumore capaci di identificarne la tipologia e suggerire nuovi bersagli farmacologici".
Nell'uomo il tumore della vescica costituisce il 10% di tutti i casi di cancro, piazzandosi al 4 posto dopo quello della prostata, del polmone e del colon-retto. Nella donna è l'ottava causa di neoplasia, costituendo il 4% di tutti i tumori.

Aldo Franco De Rose
Specialista Urologo Andrologo, Genova


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