Rigenerare con le
staminali
Si chiama "Cardiac" (Cardiomioplastica Cellulare Autologa) è
iniziato da un mese, finirà tra un anno e mezzo e pone la divisione di cardiologia
dell'ospedale Da Saliceto di Piacenza, all'avanguardia nazionale ed europea. Lo studio,
presentato al Congresso bolognese dal primario dell'ospedale piacentino, Alessandro
Capucci, punta a ridurre il danno di un infarto anteriore particolarmente severo con
un'iniezione di cellule prelevate dal midollo osseo dello stesso paziente (dopo aver
comunque dilatato la coronaria) e infuse nelle arterie coronariche responsabili
dell'infarto, quasi nella sede della lesione. Insomma, cellule staminali direttamente dal
midollo al cuore per favorire i processi riparativi e rigenerativi che già naturalmente
avvengono dopo l'infarto. I pazienti trattati sono già a casa. La tecnica si differenzia
dalle procedure tradizionali anche per la tempestività del prelievo delle cellule, due
giorni dopo il ricovero (con una puntura nella cresta iliaca a livello del gluteo) e per
la loro lenta reinfusione con un catetere e un palloncino nella coronaria responsabile
dell'infarto circa sei ore più tardi, dopo un nuovo controllo con la coronarografia dello
stato delle coronarie.
"La scintigrafia miocardica viene eseguita prima e dopo per verificare la riduzione
del danno e il miglioramento della funzione contrattile" spiega Capucci. In Emilia
Romagna lo studio è seguito dai centri di cardiologia di Modena, Parma, Carpi, Reggio e
Ferrara.
(a. mes.) . |