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7 ottobre 2005

tratto da La Repubblica

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Rigenerare con le staminali

Si chiama "Cardiac" (Cardiomioplastica Cellulare Autologa) è iniziato da un mese, finirà tra un anno e mezzo e pone la divisione di cardiologia dell'ospedale Da Saliceto di Piacenza, all'avanguardia nazionale ed europea. Lo studio, presentato al Congresso bolognese dal primario dell'ospedale piacentino, Alessandro Capucci, punta a ridurre il danno di un infarto anteriore particolarmente severo con un'iniezione di cellule prelevate dal midollo osseo dello stesso paziente (dopo aver comunque dilatato la coronaria) e infuse nelle arterie coronariche responsabili dell'infarto, quasi nella sede della lesione. Insomma, cellule staminali direttamente dal midollo al cuore per favorire i processi riparativi e rigenerativi che già naturalmente avvengono dopo l'infarto. I pazienti trattati sono già a casa. La tecnica si differenzia dalle procedure tradizionali anche per la tempestività del prelievo delle cellule, due giorni dopo il ricovero (con una puntura nella cresta iliaca a livello del gluteo) e per la loro lenta reinfusione con un catetere e un palloncino nella coronaria responsabile dell'infarto circa sei ore più tardi, dopo un nuovo controllo con la coronarografia dello stato delle coronarie.
"La scintigrafia miocardica viene eseguita prima e dopo per verificare la riduzione del danno e il miglioramento della funzione contrattile" spiega Capucci. In Emilia Romagna lo studio è seguito dai centri di cardiologia di Modena, Parma, Carpi, Reggio e Ferrara.

(a. mes.) .


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