E
quello Ogm riduce l'infiammazione
Secondo una ricerca sono efficaci anche in colite
ulcerosa e morbo di Crohn
È sempre un lactobacillo (lactobacillus lactis), stavolta geneticamente
modificato, lo "strumento" usato da Lothar Steidler, dell'università di Gand in
Belgio, per introdurre nell'organismo una sostanza necessaria a ridurre l'infiammazione
intestinale, ossia l'interleuchina-10. Alcune malattie, come colite ulcerosa e morbo di
Crohn, hanno infatti alla loro origine un agente infettivo, batterico o virale, che
determina un'alterata reazione infiammatoria della mucosa intestinale. Le ricerche hanno
evidenziato come i probiotici siano in grado di intervenire su questi meccanismi
regolandoli o bloccandoli, permettendo in tal modo alla mucosa malata di tornare alla
normalità.
La ricerca presentata da Steidler ha dimostrato che colite ulcerosa e morbo di Crohn
possono essere curati efficacemente con i probiotici. La ricerca sui probiotici per la
cura delle malattie infiammatorie intestinali ha dato già un risultato concreto: il primo
e finora unico farmaco probiotico riconosciuto dalla Food and Drug Administration, il
VSL#3. Una miscela dei batteri messa a punto da ricercatori dell'università di Bologna ed
utilizzata da ricercatori dell'università di Alberta in Canada, che si è rivelata
altamente efficace nella cura della colite ulcerosa.
I risultati, pubblicati da American Journal of Gastroenterology, indicano che la maggior
parte dei pazienti (l'86%) ai quali viene somministrata una miscela probiotica di 8
batteri per 6 settimane, migliora le condizioni (23%) o addirittura guarisce (63%).
"Il VSL#3", ha concluso Capurso, "permette di superare l'ambiguo concetto
del "probiotico-ricco di fermenti lattici che dovrebbe far bene alla salute", e
si caratterizza come un prodotto per le malattie del colon, suffragato dai numerosi
articoli pubblicati sulle più importanti riviste di gastroenterologia".
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