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19 ottobre 2005

tratto da La Stampa

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 La Salmonella sa ristrutturare il suo Dna  
LA SCOPERTA ALL’UNIVERSITA’ DI UPPSALA GRAZIE ALLO STUDIO
DELLE MUTAZIONI IN QUASI SETTEMILA GENERAZIONI DEL BATTERIO
IN SOLO CINQUANTAMILA ANNI RINNOVA COSI’ UN QUARTO DEI SUOI GENI

I batteri patogeni, che provocano malattie, sono particolarmente interessanti dal punto di vista genetico poiché devono continuamente inventare nuovi trucchi per intrufolarsi nei loro ospiti, che a loro volta sviluppano nuove contromisure, portando a una sorta di evoluzione accelerata. Ora vari studi hanno svelato alcuni segreti della Salmonella, un killer di grande successo che spesso si nasconde nel nostro cibo e si è dimostrato in grado di evolvere a velocità impressionante. La Salmonella infetta nel mondo un milione di persone all'anno ed è la prima causa di avvelenamenti da cibo nel mondo occidentale. In agosto in Spagna si è verificata una piccola epidemia, con 1700 infezioni. La Salmonella è un batterio molto intraprendente, in grado di infettare creature diversissime, come mammiferi, uccelli e rettili, ma anche nascondersi nell'ambiente in attesa di un ospite adatto. Dal 1885 a oggi sono stati identificati 2213 ceppi, anche se quelli che infettano gli esseri umani sono solo due, Salmonella enteritidis e Salmonella typhimurium, di cui l'ultimo è molto più comune. Ma come ha fatto la Salmonella, che ha avuto origine 100 milioni di anni fa dal ben noto Escherichia coli, che viveva libero nell'ambiente, a evolvere in questa incredibile varietà di batteri? Dan Anderson, dell'Institute of Food Research inglese, in collaborazione con l'Università svedese di Uppsala, ha studiato sperimentalmente con il sistema delle micromatrici di Dna 6750 generazioni di batteri. È emerso che la Salmonella è in grado di espellere dal proprio genoma i pezzi di Dna superflui o diventati inutili. I batteri Salmonella sono potenzialmente in grado di perdere fino a un quarto dei loro geni in 50.000 anni, snellendo il loro genoma e facendo spazio per nuovi geni, magari presi in prestito da altri batteri. Ma i trucchi genetici della salmonella non sono finiti qui. Deve vivere infatti nel cibo, freddo, per poi iniziare il processo infettivo quando entrano nel corpo di un ospite, caldo. La risposta della Salmonella alla temperatura è stata studiata da John Ladbury, del University College London: «Abbiamo scoperto che a basse temperature la Salmonella disattiva i geni necessari per l'infezione e li riattiva una volta che si trova nel corpo caldo di un ospite. Non vuole sprecare energie mentre aspetta di essere mangiata su una foglia di lattuga.». L'interruttore termico è una proteina chiamata H-NS, che permette l'attivazione in pochi minuti di 532 geni diversi, necessari per azioni come nuotare, poco utili sulla foglia di insalata. Secondo Ladbury, la proteina cambia forma a seconda della temperatura, ma per ora è solo una supposizione. In passato, la lettura del genoma della Salmonella aveva permesso di scoprire qualche altro trucco interessante. Per esempio, oltre a risparmiare le forze, il batterio è in grado di attingere a una risorsa energetica inusuale, l'idrogeno molecolare, che viene spezzato sulla membrana cellulare e reso disponibile per ulteriori reazioni chimiche. Di solito le infezioni di Salmonella provocano solo una forte dissenteria, che molto raramente è così grave da portare a una disidratazione mortale. In compenso, come succede a tutti i batteri patogeni, stanno facendo la loro comparsa ceppi di Salmonella resistenti agli antibiotici, nonostante vengano curate in questo modo solo le infezioni più gravi, perché si è scoperto che la somministrazione di antibiotici fa sì che i batteri siano presenti nelle feci del paziente per tempi più lunghi, aumentando il rischio di trasmissione. Proprio per questo molte ricerche riguardanti la Salmonella mirano a risolvere il problema alla radice, sviluppando vaccini per gli animali, come i polli, da cui più spesso viene contratta la malattia.

Aldo Conti

 


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