DNA-chip più
facili
Una nuova tecnica abbasserà i costi per produrli
Un nuovo dispositivo permetterà di rendere più facile e meno costosa la produzione
dei DNA-chip utilizzati per analizzare le sequenze del DNA. L'innovazione si deve
all'italiano Francesco Stellacci, ricercatore e docente al Massachusetts Institute of
Technology di Boston.
Il DNA-chip, chiamato anche DNA-microarray, è un vetrino particolare su cui sono
inseriti, in apposite micro nicchie di 200 nanometri di diametro (1 nanometro è pari a un
milionesimo di millimetro), circa 500.000 filamenti di DNA. Il suo funzionamento è basato
sulla capacità dei geni attivi di una cellula di legarsi ai loro complementari presenti
sul vetrino: in questo modo è possibile analizzare porzioni di DNA e riconoscere quali
geni sono attivi nel campione biologico. Le applicazioni sono molteplici: i DNA-chip
aiutano a scoprire come originano e si evolvono malattie come l'Alzheimer, l'AIDS e alcuni
tumori, a studiare la possibile trasmissione di alcune malattie al feto e hanno anche un
impiego in ambito forense per l'analisi del DNA.
Il Supramolecular Nano-Stamping (SuNS), così si chiama il nuovo dispositivo messo a punto
da Stellacci, utilizza come matrice un DNA-chip tradizionale su cui sono inseriti
filamenti di DNA precedentemente analizzati. Sul vetrino vengono poi posti filamenti di
DNA complementari che interagiscono legandosi a quelli della griglia di base. Utilizzando
una speciale "colla molecolare", un altro vetrino viene sovrapposto al chip con
il materiale genico. L'insieme così ottenuto viene scaldato a una temperatura compresa
tra 40 e 60 gradi centigradi, a seconda della lunghezza dei filamenti, che per effetto del
calore si separano di nuovo: sul secondo vetrino si avrà la copia esatta del DNA
originale. Il procedimento si può ripetere per un numero indefinito di volte, producendo
così migliaia di vetrini-chip partendo da un unico impianto di base. Sinora la produzione
avveniva secondo singoli passaggi che portavano a ripetere almeno 400 volte l'inserimento
dei filamenti su ciascun vetrino, facendo lievitare i costi di produzione. L'invenzione
consentirà una produzione molto più rapida di questi micro congegni portando il costo
per il singolo DNA-chip al di sotto dei 50 dollari: i costi attuali variano tra 400 e
1.500 dollari. Questo potrà renderne più esteso ed economicamente accessibile l'utilizzo
e aprire la via anche a possibili nuove applicazioni in campi diversi.
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