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24 ottobre 2005

tratto da Tempo Medico

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DNA-chip più facili
Una nuova tecnica abbasserà i costi per produrli

Un nuovo dispositivo permetterà di rendere più facile e meno costosa la produzione dei DNA-chip utilizzati per analizzare le sequenze del DNA. L'innovazione si deve all'italiano Francesco Stellacci, ricercatore e docente al Massachusetts Institute of Technology di Boston.
Il DNA-chip, chiamato anche DNA-microarray, è un vetrino particolare su cui sono inseriti, in apposite micro nicchie di 200 nanometri di diametro (1 nanometro è pari a un milionesimo di millimetro), circa 500.000 filamenti di DNA. Il suo funzionamento è basato sulla capacità dei geni attivi di una cellula di legarsi ai loro complementari presenti sul vetrino: in questo modo è possibile analizzare porzioni di DNA e riconoscere quali geni sono attivi nel campione biologico. Le applicazioni sono molteplici: i DNA-chip aiutano a scoprire come originano e si evolvono malattie come l'Alzheimer, l'AIDS e alcuni tumori, a studiare la possibile trasmissione di alcune malattie al feto e hanno anche un impiego in ambito forense per l'analisi del DNA.
Il Supramolecular Nano-Stamping (SuNS), così si chiama il nuovo dispositivo messo a punto da Stellacci, utilizza come matrice un DNA-chip tradizionale su cui sono inseriti filamenti di DNA precedentemente analizzati. Sul vetrino vengono poi posti filamenti di DNA complementari che interagiscono legandosi a quelli della griglia di base. Utilizzando una speciale "colla molecolare", un altro vetrino viene sovrapposto al chip con il materiale genico. L'insieme così ottenuto viene scaldato a una temperatura compresa tra 40 e 60 gradi centigradi, a seconda della lunghezza dei filamenti, che per effetto del calore si separano di nuovo: sul secondo vetrino si avrà la copia esatta del DNA originale. Il procedimento si può ripetere per un numero indefinito di volte, producendo così migliaia di vetrini-chip partendo da un unico impianto di base. Sinora la produzione avveniva secondo singoli passaggi che portavano a ripetere almeno 400 volte l'inserimento dei filamenti su ciascun vetrino, facendo lievitare i costi di produzione. L'invenzione consentirà una produzione molto più rapida di questi micro congegni portando il costo per il singolo DNA-chip al di sotto dei 50 dollari: i costi attuali variano tra 400 e 1.500 dollari. Questo potrà renderne più esteso ed economicamente accessibile l'utilizzo e aprire la via anche a possibili nuove applicazioni in campi diversi.

 


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