PER SFAMARE
IL MONDO
Genoma del riso
mappa conclusa LABBOZZO DEL 2002 ORA NON HA PIU LACUNE
MIGLIORERA LA PRODUZIONE
E il più importante alimento base del mondo, tre miliardi di persone ne
condividono la cultura, le tradizioni e le potenzialità nutrizionali. E il riso,
naturalmente. Ora, grazie a una ricerca che segna praticamente l'anno zero nel futuro di
questo cereale, il riso non ha più segreti. L'intera mappa genetica dellOryza
sativa è stata tracciata e grazie a questo risultato la graminacea che sfama oltre la
metà della popolazione mondiale potrà essere migliorata in qualità e quantità. Il
genoma del riso è un traguardo inseguito da anni e in parte già raggiunto nel 2002,
quando le multinazionali Monsanto e Syngenta mapparono la coltivazione più importante del
nostro pianeta, ma ancora in maniera parziale e non definitiva. Adesso il sequenziamento
è completo, ed è frutto del lavoro di un gruppo di scienziati di dieci Paesi (Giappone,
Cina, India, Thailandia, Taiwan, Brasile, Francia, Canada, Regno Unito, Usa). Questo
consorzio (International Rice Genome Sequencing Project) ha raggiunto un traguardo che gli
esperti paragonano alla scoperta della «Stele di Rosetta», punto di partenza per tutte
le future ricerche nelle biotecnologie agricole. Il genoma è costituito da più di 400
milioni di paia di basi di Dna per un totale di 37.544 geni ripartiti in 12 cromosomi. Il
procedimento di ricerca si fonda su un lavoro certosino che prevede la suddivisione della
sequenza genetica in porzioni minuscole - ciascuna di 100-150 mila basi - le quali sono
analizzate a una a una e il cui profilo viene poi ricucito in una ricostruzione
dell'insieme. La mappatura non è soltanto un lavoro puramente accademico, ma il punto di
partenza per identificare i geni che possono permettere una maggiore produttività, una
maggiore resistenza alle avversità climatiche, alle malattie, alle infestazioni o alla
siccità. E' la grande sfida dei prossimi anni, che chiama in causa non solo ricercatori e
agronomi, ma anche produttori e governi. lOryza Sativa si suddivide in due grandi
stirpi, «Japonica» (coltivata soprattutto anche in Italia) e «Indica», di origine
subtropicale, conosciuta in Oriente ma anche nei Paesi del Nord Europa, dove il riso è
più un contorno che un primo piatto. Con la crescita delle popolazioni in via di sviluppo
il riso è destinato ad un ruolo sempre più importante. L'imperativo è aumentarne la
produzione per vincere la fame. Non a caso il riso è uno dei primi alimenti nella lista
degli aiuti alimentari. L'Italia, paese leader in Europa per superficie coltivata (225
mila ettari) e produzione (1.400.000 tonnellate) produce di più dei suoi consumi interni
e destina buona parte dei quantitativi all'esportazione comunitaria, ai Paesi Terzi e agli
aiuti alimentari. Ma il resto del panorama mondiale è ben diverso: proprio la Fao, in
occasione dell'Anno Internazionale del Riso (2004), ha lanciato l'allarme: il tasso di
crescita del rendimento di questo cereale è calato del 2,3% negli Anni 80, all'1,1% negli
Anni 90. La Fao teme che «i metodi attuali di produzione non riescano a contribuire ad
alleviare la povertà rurale e a minimizzare il degrado ambientale». La produzione
mondiale di riso lavorato si aggira sui 400 milioni di tonnellate. Si stima però che la
domanda globale nel 2030 sarà di circa 533 milioni, 472 nel 2015. Insomma, per sfamare il
pianeta la produzione dovrà crescere nei prossimi 20-25 anni del 30%. Ecco perché la
mappa genetica ha particolare importanza. Lunico rammarico è ancora una volta tutto
italiano: essere stati esclusi da questa ricerca storica. Non per volontà degli altri
partner ma per mancanza di partecipazione. A Francesco Sala, professore di botanica e
biotecnologie dellUniversità statale di Milano, quattro anni fa era arrivata una
proposta di collaborazione dal Giappone: il ministero della Ricerca ha lasciato cadere nel
vuoto linvito.
Gianfranco Quaglia |