Arriva il vaccino contro la cocaina:
annulla il benessere della droga
Lazienda biotecnologica britannica Xenova ha recentemente annunciato
che sta sperimentando un innovativo farmaco in grado di curare la dipendenza da cocaina.
Un vero e proprio vaccino, tanto interessante che la ricerca ha trovato non senza
difficoltà a dire il vero finanziamenti per decine di milioni di dollari da parte
di investitori privati internazionali e infine anche dalle autorità federali americane.
Negli Usa la tossicodipendenza da cocaina ha assunto negli ultimi anni proporzioni da vera
epidemia. LOffice for National Drug Control Policy ha stimato lanno scorso in
143 miliardi di dollari i costi sanitari e sociali (violenza, repressione, carcere,
licenziamenti) i costi di questa epidemia, che ha portato nelle sale di pronto
soccorso almeno 200mila persone, diverse delle quali morte. In Europa e in Italia il
fenomeno comè noto ha proporzioni non meno gravi.
Il rivoluzionario prodotto, che si chiama ATCD, agisce sul sistema immunitario che,
contrariamente a quanto avviene normalmente, viene stimolato a considerare la cocaina come
una minaccia. Funziona così: al tossicodipendente viene somministrata una serie di dosi
di ATDC, per iniezione. Il farmaco provoca nel sistema immunitario una reazione
particolare: fa sì che la molecola di cocaina, quando entra in circolo, anziché essere
accolta con piacere dallorganismo, venga respinta attraverso una
reazione, appunto, immunitaria, alla pari di come viene respinta una molecola di colera.
Dopo poche iniezioni, ogni volta che il drogato sniffa la cocaina, nel suo
corpo vengono prodotti anticorpi che riconoscono la cocaina come sostanza da respingere.
Il risultato è che la droga non viene assorbita, e quindi sono del tutto nulli gli
effetti piacevoli. La scommessa è che il paziente dopo un po di tempo perda del
tutto interesse ad assumere cocaina visto che questa è ormai incapace di produrre
effetti. Questo avviene, attenzione, qualsiasi sia il quantitativo assorbito, per cui
verrebbe anche meno il fattoremoltiplicatore, cioè lassumere sempre più droga per
provare le stesse sensazioni.
Si tratta evidentemente di uninnovazione tanto importante economicamente (le azioni
della Xenova, che versava in condizioni finanziarie non buone, sono già aumentate
sensibilmente di valore) quanto sanitariamente. Il vaccino in quanto tale potrebbe, si
ipotizza in America, essere somministrato cautelativamente addirittura a tutti gli
adolescenti, o perlomeno a quelli più esposti al rischio di incontrare la cocaina sulla
loro strada (la droga è così diabolica che può bastare una sola assunzione per
diventare dipendenti). Verrebbe poi imposto a chiunque abbia una storia anche minima di
tossicodipendenza per evitargli guai peggiori. La cocaina è infatti una delle droghe più
pericolose in assoluto, in quanto agisce sul sistema nervoso centrale. Provoca
uneccessiva secrezione di serotonina, un enzima che dà piacere, senso di
onnipotenza e annulla i freni inibitori, ma questeccesso di serotonina in circolo
finisce con lintasare le cellule cerebrali e spesso con il distruggerle strada
facendo. Parallelamente, la droga danneggia la circolazione, alzando oltre misura la
pressione, e infatti a provocare le morti per overdose è di solito un ictus o un infarto.
Senza contare infine i costi sociali, le famiglie distrutte, il lavoro perso, e via
dicendo. La cocaina pervade ogni momento e ogni aspetto della vita del tossicodipendente,
e i gap dintelligenza sono il più delle volte irrimediabili.
La Xenova conta di far approvare nel 2007 dalla Food and Drug Administration il vaccino
come un normale farmaco prescrivibile. Intanto continua le sperimentazioni, che in America
fanno capo ad un centro medico di West Haven in Connecticut. Migliaia sono già i
volontari che si sono prestati allesperimento, e i risultati sono confortanti: il
90% dei volontari ha riferito che il piacere della cocaina è diventato molto inferiore.
Il 75% ne è rimasto fuori per tre mesi: ma a quel punto ripetendo la terapia si potrebbe
allungare indefinitamente lastinenza.
SILVIA BUSETTI |