TRAPIANTI
Raggi UV per fermare il rigetto
LA luce ultravioletta potrebbe forse sostituire i farmaci immunosoppressori oggi
necessari per evitare il rigetto di organi trapiantati. A offrire questa possibilità è
la "fotoferesi", una tecnica che, nata per curare alcune malattie della pelle
come psoriasi e linfoma cutaneo, sta muovendo i primi passi nella terapia antirigetto. Le
basi cellulari di questa sua azione, scoperte al centro di ricerca dellospedale
«Bambin Gesù» di Roma da Andrea Lamioni e Rita Carsetti e riportate sulla rivista
«Transplantation», faranno decollare la fotoferesi nella chirurgia dei trapianti, ha
dichiarato entusiasta il direttore scientifico della struttura ospedaliera pediatrica Gian
Franco Bottazzo. «E un passo avanti importante - dice Bottazzo - soprattutto nei
trapianti pediatrici che oggi costringono il bimbo a prendere farmaci immunosoppressori
per anni, con molti effetti collaterali sulla sua crescita e qualità di vita». La
fotoferesi potrebbe essere applicata anche su pazienti allergici o con malattie autoimmuni
come il diabete giovanile, una possibilità già dimostrata su un bambino con un difetto
ereditario nella regolazione dei meccanismi di tolleranza immunitaria. La differenza
genetica tra donatore e ricevente rimane ancora oggi un grosso problema nei trapianti,
anche quando l'organo è compatibile. Dopo un trapianto bisogna sopire le difese del
paziente poiché il sistema immunitario, che per sua natura riconosce l'organo come un
intruso e tenta di eliminarlo, può causare il drammatico evento del rigetto acuto e, più
spesso, i sintomi lentamente progressivi del rigetto cronico. «Oggi l'immunosoppressione,
che pure si è molto affinata con il passare del tempo e la scoperta di nuovi farmaci, non
ce la fa ancora ad evitare il rigetto cronico», dice Bottazzo. Con l'intento di trovare
una valida alternativa agli immunosoppressori, al «Bambino Gesù» da qualche anno si
trattano i piccoli pazienti con la fotoferesi extracorporea, una macchina che
"spara" sul sangue del paziente trapiantato raggi ultravioletti. Questi, per
così dire, "addestrano" il suo sistema immunitario a tollerare il nuovo organo,
senza comprometterne, però, la funzione di guardia del corpo contro le infezioni come
fanno i cocktail di immunosoppressori. Il bombardamento di raggi ultravioletti
"stordisce" le cellule di difesa rendendole moribonde. I ricercatori hanno
scoperto che queste, una volta reinfuse nel sangue del paziente, sono intercettate da
cellule dendritiche che, come spazzini, le eliminano. Il lavoro di questi spazzini induce
l'aumento di una popolazione di cellule sentinella identificate di recente, le T
regolatorie (Treg), spiega Bottazzo. Ad esse spetta il ruolo di mantenere la tolleranza a
tutti i nostri organi e tessuti.
A giudicare da studi su topolini, le Treg sono cruciali nella modulazione del rigetto di
un organo trapiantato e anche nel mantenimento della gravidanza, situazione in cui il feto
rappresenta l"intruso". Il loro aumento, opera della fotoferesi, induce
una maggiore tolleranza immunologica che si estende anche allorgano estraneo.
Le Treg sono sentinelle intelligenti perché, al contrario degli immunosoppressori,
adempiono alle loro funzioni senza indebolire il sistema immunitario nel suo complesso. In
altre parole, le Treg non influenzano le nostre capacità di difesa contro i germi
patogeni, permettendo all'organismo di continuare a reagire contro di essi. È
laumento delle Treg, ribadisce Bottazzo, la base delleffetto immunomodulante
della fotoferesi. In pratica, la tecnica avvia un fenomeno di immunosoppressione
fisiologico e naturale di cui le Treg sono principali artefici. Si aprono ora importanti
scenari sul ruolo delle Treg nelle malattie autoimmuni e nelle allergie, condizioni che
potrebbero beneficiare in futuro del trattamento con fotoferesi e del conseguente aumento
delle Treg.
Paola Mariano |