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23 settembre 2005

tratto da La Repubblica

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Linfomi, cure da staminali

La prevenzione dei tumori non ha età. Neppure la cura. È l'appello che oncologi e geriatri hanno lanciato ai cittadini e alla classe politica dal convegno "Trattamento delle neoplasie nel paziente anziano: strategie terapeutiche e differenze con i pazienti giovani-adulti" al Centro di riferimento oncologico (Cro) di Aviano (Pn). Uno studio presentato al convegno dimostra che anche sui pazienti meno giovani con linfoma e mieloma può essere effettuato con successo il trapianto di cellule staminali. "A parità di diagnosi, la sensibilità nei confronti delle cure è uguale nei giovani e negli anziani", spiega Mariagrazia Michieli, responsabile della struttura operativa semplice di terapia cellulare e chemioterapia ad alte dosi del Cro, "il programma di utilizzo delle cellule staminali nella terapia dei tumori del sangue è iniziato nel Centro di Aviano nel luglio 2000 e da allora sono stati eseguiti oltre 160 interventi di cui circa un terzo su pazienti con più di 60 anni". I più anziani dei pazienti con le due patologie hanno oltre 75 anni ed hanno affrontato anche trapianti d'organo. Questo significa che bisogna "rivolgere agli anziani la stessa attenzione negli interventi di prevenzione, diagnosi precoce e terapia, che sono riconosciuti in oncologia ma dai quali i pazienti con oltre 65 anni vengono esclusi a causa delletà", sottolinea Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica del Cro. Una questione che tocca da vicino la politica sanitaria nazionale, in particolare per l'accesso ai farmaci innovativi, molto efficaci ma anche costosi.

(antonio caperna) 


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