Linfomi, cure da
staminali
La prevenzione dei tumori non ha età. Neppure la cura. È l'appello che
oncologi e geriatri hanno lanciato ai cittadini e alla classe politica dal convegno
"Trattamento delle neoplasie nel paziente anziano: strategie terapeutiche e
differenze con i pazienti giovani-adulti" al Centro di riferimento oncologico (Cro)
di Aviano (Pn). Uno studio presentato al convegno dimostra che anche sui pazienti meno
giovani con linfoma e mieloma può essere effettuato con successo il trapianto di cellule
staminali. "A parità di diagnosi, la sensibilità nei confronti delle cure è uguale
nei giovani e negli anziani", spiega Mariagrazia Michieli, responsabile della
struttura operativa semplice di terapia cellulare e chemioterapia ad alte dosi del Cro,
"il programma di utilizzo delle cellule staminali nella terapia dei tumori del sangue
è iniziato nel Centro di Aviano nel luglio 2000 e da allora sono stati eseguiti oltre 160
interventi di cui circa un terzo su pazienti con più di 60 anni". I più anziani dei
pazienti con le due patologie hanno oltre 75 anni ed hanno affrontato anche trapianti
d'organo. Questo significa che bisogna "rivolgere agli anziani la stessa attenzione
negli interventi di prevenzione, diagnosi precoce e terapia, che sono riconosciuti in
oncologia ma dai quali i pazienti con oltre 65 anni vengono esclusi a causa
delletà", sottolinea Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica
del Cro. Una questione che tocca da vicino la politica sanitaria nazionale, in particolare
per l'accesso ai farmaci innovativi, molto efficaci ma anche costosi.
(antonio caperna)
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