EUGENIO
CENTANNI
Il precursore
COME si difende il nostro organismo dai batteri e dai virus che lo minacciano
continuamente? Con gli anticorpi, diremmo in coro. Cioè con la reazione del sistema
immunitario, per sua natura mirata e specifica, ma lenta in prima battuta. Tuttavia esiste
anche una reazione immediata, fino a tempi non remoti ritenuta di scarsa efficacia e
brevemente descritta come aspecifica. Invece questa reazione, innata e già pronta ad
agire vicino ai siti d'ingresso dei patogeni, sembra rivelarsi molto potente, ed è
sicuramente indispensabile ad attivare l'altra. Si sapeva da tempo dell'esistenza di
cellule ad attività fagocitaria, ad esempio i macrofagi, attivi come prima linea di
difesa. Poi negli Anni 80 si scoprirono le citochine, messaggi chimici proteici da loro
prodotte, che modulavano molte espressioni della risposta immunitaria. Ma chi e che cosa
attivava i macrofagi e li induceva a produrre citochine? Finalmente, si trovò un'intera
famiglia di molecole presenti sui macrofagi, i cosiddetti recettori Toll-like (TLR). La
ricerca che li studia è tuttora in corso su molti fronti; essi sono in grado di percepire
parecchie componenti del mondo microbico, informando il sistema immunitario sulla presenza
di organismi patogeni. Fino ad ora ne sono stati descritti 11, alcuni dei quali ancora
orfani di una funzione. Sarebbe stato possibile scoprirli prima? Il percorso della
conoscenza scientifica è soggetto a casi imprevedibili. Un'interpretazione promettente o
addirittura geniale, un risultato insolito e illuminante possono passare inosservati.
Così avvenne all'inizio del Novecento quando i fari erano puntati sull'immunità fornita
dagli anticorpi. La ricerca successiva proseguì su quei binari, lasciando nell'ombra
risultati come quelli di Eugenio Centanni, scienziato che operò in varie sedi del
Centro-nord, e in particolare a Bologna. A lui è riconosciuta la scoperta, a pari merito
con Pfeiffer, della pirotossina o endotossina nel 1893, oggi chiamata lipo-poli-saccaride
(LPS), presente nella parete di tutti i batteri Gram negativi: un componente microbico
fondamentale, che interagisce, attivandolo, col più importante recettore Toll-like. Fin
dalle prime fasi del suo lavoro, Centanni previde un'interazione molecolare specifica
della pirotossina con recettori alla superficie delle cellule, ipotesi molto innovativa a
quei tempi, sostenuta da alcuni risultati sperimentali. Ampliando il discorso
sull'immunità innata, Centanni ne documentò l'importanza già a fine Ottocento
descrivendo l'effetto preventivo e curativo su varie infezioni provocato dalla
somministrazione di residui di cellule e batteri sterilizzati: è evidente oggi che egli
attivava non uno ma molti recettori Toll-like. E ancora, verso la fine della sua carriera,
descrisse un'azione potente di prevenzione e di cura nei confronti di parecchie infezioni,
ottenuta somministrando sostanze di origine biologica da lui stesso ricavate. Tutti questi
risultati ci inducono a pensare che Centanni avesse già allora ottenuto un cocktail di
molecole contenente anche quelle che si cerca oggi di identificare come segnali di
pericolo per le cellule del sistema immunitario. E una ricerca d'avanguardia che
punta a sostituire alla teoria classica del self-non self, la danger theory, o teoria del
pericolo: il sistema immunitario, prima ancora di riconoscere l'estraneo, individuerebbe
certe molecole, non necessariamente provenienti dall'esterno, ma derivanti dalla morte di
cellule dell'organismo stesso in seguito a danni di origine fisica. E di conseguenza, si
attiverebbe per far fronte, nel migliore dei modi, alla situazione di emergenza segnalata.
Carla Cardano
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