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28 settembre 2005

tratto da La Stampa

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 EUGENIO CENTANNI 
Il precursore 

COME si difende il nostro organismo dai batteri e dai virus che lo minacciano continuamente? Con gli anticorpi, diremmo in coro. Cioè con la reazione del sistema immunitario, per sua natura mirata e specifica, ma lenta in prima battuta. Tuttavia esiste anche una reazione immediata, fino a tempi non remoti ritenuta di scarsa efficacia e brevemente descritta come aspecifica. Invece questa reazione, innata e già pronta ad agire vicino ai siti d'ingresso dei patogeni, sembra rivelarsi molto potente, ed è sicuramente indispensabile ad attivare l'altra. Si sapeva da tempo dell'esistenza di cellule ad attività fagocitaria, ad esempio i macrofagi, attivi come prima linea di difesa. Poi negli Anni 80 si scoprirono le citochine, messaggi chimici proteici da loro prodotte, che modulavano molte espressioni della risposta immunitaria. Ma chi e che cosa attivava i macrofagi e li induceva a produrre citochine? Finalmente, si trovò un'intera famiglia di molecole presenti sui macrofagi, i cosiddetti recettori Toll-like (TLR). La ricerca che li studia è tuttora in corso su molti fronti; essi sono in grado di percepire parecchie componenti del mondo microbico, informando il sistema immunitario sulla presenza di organismi patogeni. Fino ad ora ne sono stati descritti 11, alcuni dei quali ancora orfani di una funzione. Sarebbe stato possibile scoprirli prima? Il percorso della conoscenza scientifica è soggetto a casi imprevedibili. Un'interpretazione promettente o addirittura geniale, un risultato insolito e illuminante possono passare inosservati. Così avvenne all'inizio del Novecento quando i fari erano puntati sull'immunità fornita dagli anticorpi. La ricerca successiva proseguì su quei binari, lasciando nell'ombra risultati come quelli di Eugenio Centanni, scienziato che operò in varie sedi del Centro-nord, e in particolare a Bologna. A lui è riconosciuta la scoperta, a pari merito con Pfeiffer, della pirotossina o endotossina nel 1893, oggi chiamata lipo-poli-saccaride (LPS), presente nella parete di tutti i batteri Gram negativi: un componente microbico fondamentale, che interagisce, attivandolo, col più importante recettore Toll-like. Fin dalle prime fasi del suo lavoro, Centanni previde un'interazione molecolare specifica della pirotossina con recettori alla superficie delle cellule, ipotesi molto innovativa a quei tempi, sostenuta da alcuni risultati sperimentali. Ampliando il discorso sull'immunità innata, Centanni ne documentò l'importanza già a fine Ottocento descrivendo l'effetto preventivo e curativo su varie infezioni provocato dalla somministrazione di residui di cellule e batteri sterilizzati: è evidente oggi che egli attivava non uno ma molti recettori Toll-like. E ancora, verso la fine della sua carriera, descrisse un'azione potente di prevenzione e di cura nei confronti di parecchie infezioni, ottenuta somministrando sostanze di origine biologica da lui stesso ricavate. Tutti questi risultati ci inducono a pensare che Centanni avesse già allora ottenuto un cocktail di molecole contenente anche quelle che si cerca oggi di identificare come segnali di pericolo per le cellule del sistema immunitario. E’ una ricerca d'avanguardia che punta a sostituire alla teoria classica del self-non self, la danger theory, o teoria del pericolo: il sistema immunitario, prima ancora di riconoscere l'estraneo, individuerebbe certe molecole, non necessariamente provenienti dall'esterno, ma derivanti dalla morte di cellule dell'organismo stesso in seguito a danni di origine fisica. E di conseguenza, si attiverebbe per far fronte, nel migliore dei modi, alla situazione di emergenza segnalata.

Carla Cardano

 


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