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The function of the finance

 in the development of a civilised society

Si è svolto a Padova, il 9 febbraio 2000, organizzato con Unindustria Padova e Finest spa, un convegno dal titolo "The function of the finance in the development of a civilised society". Ospite, e relatore centrale del convegno, è stato mr Brian Mck Henderson, Senior vice president di Merrill Lynch International Inc. Altri relatori sono stati Luigi Rossi Luciani, presidente di Unindustria Padova, Paolo Petiziol, presidente di Finest Spa, e Fabrizio Spagna, amministratore delegato di Axia Financial Research e presidente dell’associazione culturale di  Ricerca e Sviluppo. Il convegno ha ottenuto l’alto patrocinio della Regione Veneto, della Provincia e del Comune di Padova.

Intervento di Fabrizio Spagna
L'argomento in discussione, oltre ad essere di stretta attualità, vuole rappresentare un momento di riflessione sul ruolo strategico che la finanza assume, in questo momento storico, non solo sul fronte economico ma anche in relazione alla società civile. Non è facile definire il concetto di società civile anche se, in sintesi, lo possiamo considerare come l'insieme di esperienze associative innervate da forti relazioni umane e guidate da evidenti motivazioni solidaristiche.

Di fatto i soggetti che compongono la società civile sono di rilevante importanza per tutti e come tali richiedono di essere tutelati. Tra questi possiamo inserire sicuramente la famiglia, la scuola, il volontariato ed indubbiamente tutta l'area della piccole e media impresa artigiana e commerciale alla base della quale non esiste solo il principio della massimizzazione dei profitti ma che costituisce una fonte preziosa di relazioni, di radicamenti e di animazione della realtà locale. Quali effetti produce la finanza nei confronti di questi soggetti? Gli scenari nazionale ed internazionale non sono sempre confortanti. La finanza tende, in larga misura, a supportare un processo di globalizzazione. Il fenomeno, reso possibile dall'enorme sviluppo dell'informatica, è stato favorito dai grandi gruppi multinazionali e dai Paesi in grado di coglierne i vantaggi economici e politici. Nel nuovo contesto le imprese tendono ad assumere dimensioni sempre maggiori. I dati dimostrano che una parte preponderante degli scambi mondiali di beni è controllata da qualche centinaio di grandi gruppi in grado di attrarre in modo efficiente enormi quantità di capitali, grazie appunto alla finanza. Particolarmente rilevanti sono le conseguenze dello scambio di strumenti finanziari sulla gestione del risparmio, sulle operazioni delle banche, sui mercati di capitali, sulla proprietà e sulla organizzazione delle imprese.

Tutti questi elementi incidono sulla società civile attraverso la produzione del reddito ed in particolare attraverso l'occupazione. Come rilevato in un recente intervento del Governatore della Banca d'Italia: "Le economie incapaci di fronteggiare questo processo possono subire un impoverimento, soprattutto a carico delle fasce sociali e delle regioni più deboli". Appare necessario, dunque, ristabilire un equilibrio tra la qualità della vita e la necessità di profitto. Sempre riprendendo le parole di Antonio Fazio: "I mercati devono essere assoggettati a regole e controlli che garantiscono il pieno e corretto operare
della concorrenza.
 
Intervento del Presidente Unindustria Luigi Rossi Luciani
L'innovazione tecnologica e la conseguente globalizzazione dei mercati hanno determinato un mutamento del ruolo della finanza rispetto al passato. Le aziende che fino a qualche anno fa avevano fondato la loro "business idea" contando su un maggiore grado di competitività rispetto ai partner locali si trovano a dover fronteggiare "competitors" che traggono dalla loro localizzazione geografica motivi di indiscussa competitività. Si pensi ad esempio ai Paesi emergenti in cui la totale assenza di legislazione permette la produzione di beni a costi notevolmente inferiori rispetto a quelli prodotti in Occidente. Appare evidente in tutto ciò il ruolo della finanza. Competere a livello internazionale richiede una revisione radicale nel modo di fare azienda. Il modello che prevale attualmente, per quanto attiene l'azienda globalizzata, prevede una holding finanziaria a capo di una fitta rete di aziende produttive e commerciali localizzate in tutto il continente.

Questo modello unisce il vantaggio derivante dalle enormi economie di scala della holding a quello della flessibilità tipico della piccola e media impresa. Quale futuro allora per il tessuto delle piccola e media impresa che, per sua natura, esprime una parte consistente della società civile? E come la finanza può rappresentarne un elemento di sviluppo? Se tale modello trova nell'accesso al mercato dei capitali in modo efficiente il proprio punto critico, appare evidente come la finanza possa fare molto creando i mezzi, le forme e nuovi strumenti per permettere alla PMI di attingere in modo sempre più semplice e conveniente agli ingenti capitali necessariper vincere la sfida della globalizzazione. Si pensi a operazioni come la securitization, il venture capital, il project financing e, last but not least" la quotazione presso i mercati borsistici mondiali. Questi mezzi possono permettere uno sviluppo efficiente della società civile attraverso la leva della finanza.

L’intervento di Mr. Brian Mck Henderson
Merill Lynch è una primaria banca d'investimento e compagnia di advisory a livello mondiale. Presente in ben 47 Paesi e sei continenti essa opera sia con clienti privati sia soprattutto con clienti istituzionali. Con un controvalore totale di "Assets" gestiti pari a $ 1.5 trillion, Merill Lynch è leader indiscusso su operazioni di pianificazione finanziaria e di investimenti in area business. Nel corso degli ultimi otto anni, Merill Lynch è stata leader indiscussa nella consulenza strategica e nel finanziamento di società, Governi ed istituzioni di tutto il mondo.

Questi brevi dati servono soltanto per focalizzare le caratteristiche strutturali della Banca che ho l'onore di rappresentare in questo momento. Il fatto che sia ormai ben presente in tutti i principali paesi, compresi quelli meno industrializzati (quali gli Stati africani e dell’America latina) dimostra come il fenomeno della globalizzazione finanziaria sia di fatto una realtà. Una realtà resa possibile dall'enorme sviluppo della tecnologia informatica e telematica. In tempo reale, infatti, si scambiano enormi quantità di titoli, valute, obbligazioni da un lato all'altro del pianeta. Attraverso questi sistemi i capitali sono in grado di affluire e defluire da un Paese in tempo reale e quindi, sempre in Real Time, riallocarsi laddove la remunerazione è maggiore. Queste poche considerazioni sono sufficienti per fare capire quanto importante sia il ruolo della finanza non solo per lo sviluppo di un Paese o di una economia ma anche della società civile. Qualora una persona o un gruppo ristretto di persone fossero in grado di decidere secondo quali principi privilegiare gli investimenti in un Paese piuttosto che in un altro e, soprattutto, fossero in grado di fissare condizioni, queste persone sarebbero probabilmente le più potenti del pianeta. L'altro ruolo importante della finanza riguarda lo sviluppo dei mercati in sé. L'introduzione di strumenti finanziari evoluti ha permesso agli intermediari finanziari di raccogliere con maggiore facilità il risparmio e di riallocarlo a discrezione. Pensiamo a strumenti come gli "Hedge Funds". Raccolgono il risparmio dalla popolazione più o meno selezionata e lo reinvestono secondo logiche di puro profitto causando, a seconda dei loro obiettivi, crescita o distruzione. La riprova di tutto ciò è una progressiva concentrazione dei capitali in poche grandissime corporation le quali sfuggono al controllo delle autorità locali.

La concentrazione di capitali e quindi l'assenza di democrazia finanziaria allontana, poi, i sistemi politici da una vera democrazia politica e sociale. Prova ne sia che la stragrande maggioranza della ricchezza, a livello mondiale, è detenuta da una parte molto ridotta della popolazione, come le statistiche dimostrano.

 

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